Cagliari


L'esposizione museale è dovuta al lavoro dei confratelli dell'arciconfraternita dei Genovesi che raccolsero e custodirono quanto rimase della chiesa intitolata ai Santi Giorgio e Caterina che fu completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Oggi la chiesa, ricostruita e restituita alla confraternita alle pendici del Monte Urpinu, ospita il museo, nel quale sono esposti quadri, statue, argenti e paramenti del corredo liturgico della vecchia chiesa, e documenti dell'Archivio dell'Arciconfraternita.


Nel Museo è conservato il patrimonio storico-artistico delle tre chiese di Sant'Eulalia, Santa Lucia e Santo Sepolcro di Cagliari. Una delle caratteristiche più interessanti di questo museo è che conserva al suo interno gli ex voto donati alla Madonna dai fedeli scampati al naufragio, per questo la Madonna di Bonaria è anche chiamata Madonna dei naviganti. Il Museo conserva l'antica cassa contenente la statua di Nostra Signora di Bonaria nel momento del suo ritrovamento.


Ospita una parte del Tesoro della Cattedrale, che include lasciti degli arcivescovi succedutisi nella Chiesa di Cagliari. Le opere, i dipinti e gli argenti custoditi nella Cattedrale sono stati utilizzati quali strumento culturale e di evangelizzazione dei popoli. Il tesoro è suddiviso in diverse sale: la sala dei dipinti, la sala degli argenti, la sala del tesoro e la sala del compianto. Tra le opere più importanti, ospitate nel Museo, si ricorda il “Retablo dei Beneficiati”: una pala d’altare di tipo catalano a doppio trittico, di ambito sardo, databile alla prima metà del XVI secolo.


Il fulcro del Museo Civico d'arte Siamese è la raccolta di pezzi artistici dell'arte e della cultura asiatica. La collezione si deve al collezionista cagliaritano Stefano Cardu che visse per lungo tempo in Asia, in particolare nel Siam, l'attuale Thailandia. La particolarità di questa collezione è che raccoglie oggetti d'arte religiosi e strumenti d'uso quotidiano particolarmente preziosi, nonché sculture lignee, materiale cartaceo e monete.


La torre di San Pancrazio costituisce, assieme alla gemella torre dell’Elefante, la parte ancor oggi integra delle fortificazioni che i Pisani eressero attorno allo storico quartiere di Castello, a Cagliari, tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, in previsione di un attacco da parte del re d’Aragona. Fu costruita nel 1305 da Giovanni Capula, architetto di probabili origini sarde, nel punto più alto del colle per difendere l’ingresso settentrionale della città e per controllare il territorio circostante.


Complesso religioso costituito da una piccola chiesa di origini trecentesche (il Santuario) in stile gotico-catalano e dalla Basilica, risalente al 1700, in stile neoclassico.Il Santuario, sede dell'ordine dei Mercedari, custodisce il simulacro ligneo della Madonna con Bambino in braccio, che secondo la tradizione approdò prodigiosamente sulla spiaggia antistante la collina di Bonaria nel 1370. La leggenda narra che una nave, proveniente probabilmente dalla Spagna, fu sorpresa da una tempesta, che si placò improvvisamente solo quando venne gettata in acqua la cassa contenente la statua.


L'attuale edificio risale agli anni '20 del Novecento. Nel 1921 fu approvato il progetto di costruzione che prevedeva due piani. I lavori vennero avviati rapidamente e in corso d'opera fu consentita la sopraelevazione di altri due piani ad uso temporaneo degli uffici del Genio Civile. Il 30 ottobre 1927 la nuova sede venne inaugurata.


Il nome dell'edificio proviene dalle "sedute" durante le quali i viceré spagnoli ascoltavano le rimostranze e le suppliche dei detenuti nelle adiacenti carceri ubicate presso la torre di San Pancrazio. Attualmente sede della soprintendenza per i beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano.

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